il cannocchiale
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Il blog di Marco Casula

Chi Sono
Utente: blogdimarco
Nome: Marco Casula
Sono nato a Nuoro e questo è stato un buon inizio nell'anno di grazia 1950. Adottato dalla città di Sassari, ho proseguito il mio viaggio sino ad approdare a Cagliari dove tuttora vivo. Razza bianca, normodotato, nessun cursus honorum, parlo e scrivo abbastanza correntemente seguendo il precetto russelliano di lasciar traccia della propria esistenza, almeno entro un raggio di qualche chilometro. Sono uno scrivente propenso al nomadismo, pronto a rivalutare le virtù benefiche dell'ozio, costretto alla dimora stabile. Un giorno conto di stabilirmi a New York o Parigi, ma non scarto l´ipotesi Alghero. Mi seccherebbe spargere scrittura senza posterità. Il destino cinico e baro non mi ha concesso molto tempo per coltivare le mie passioni, ma adesso non mi lamento. Chiamatemi pure l'ultimo arrivato o, se vi aggrada, un maturo novellino, mi sta bene anche principiante a scoppio ritardato. Diciamo che ho provato a scrivere panzane per raccontare la mia verità con alcuni racconti brevi pubblicati su un quotidiano locale, un romanzo per amici e parenti e “La maschera sotto la neve” - Leone Editore MI, l'ultimo per ora.

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Frase scorrevole
Ho vissuto tra le pendici del Corrasi.

Ho sentito il profumo
del pino di Santo Onofrio;
Allegro, mi sono ritrovato
negli stretti vicoli di Santa Apollinare.
Ho stanziato all’ombra del Castello.
Ho dormito sulle panchine di Trafalgar Square;
E nelle sale d’aspetto della Gare de Lyon
Ho ascoltato la pioggia cadere
sulle bianche scogliere di Dover.
Ho scoperto il nitore di un volto di Algès.
Ho passeggiato per Boulevard de la Sauvenière.
percorso due mila miglia a piedi
e le plumbee strade di Grevignée
e i dolci balconi di Bouloris
per poterti incontrare.
Ho sostato nel cielo
per guardare
le scure spiagge di Ostenda,
e poterti osservare.
Ho volato nella bruma del Polesine
per poterti fuggire.
Ho riempito i miei giorni
per crearti,
immagine baluginante;
ora mi appari d’improvviso.
Nell’aspro sentiero della vita
L’inconscio esplode.

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sabato, 28 giugno 2008
A noi piace cinema
PANAS di Ignazio Pillittu.

Chi avesse voglia di andare a vedere un film sardo, non si perda questo PANAS, di Ignazio Pillittu in programmazione al multisala Galaxy di Sestu. Non perché a me sia piaciuto in modo particolare ma, sommersi come siamo da tanta spazzatura ben confezionata, italiana e straniera, questo film ha il pregio di essere sincero e autentico, come quel vino fatto in casa con tutte le migliori intenzioni del mondo ("è il migliore", si dice), ma che invece prende lo spunto ed è imbevibile.

Bisogna lodare il regista Ignazio Pillittu, che con pochi mezzi e attori non professionisti ha fatto soggetto, sceneggiatura, luci, riprese e ben due parti, quella del protagonista e di suo fratello gemello.

La storia c'è ed è interessante, prendendo spunto da una leggenda sarda.

Chi erano le Panas?

Le Panas erano le donne che morivano di parto, e per questa "impurità", i loro spiriti erano condannati a lavare i panni della loro creatura lungo il torrente tutte le notti tra la una e le tre del mattino cantando una ninna-nanna tristissima. Non dovevano parlare con nessuno, né interrompere il lavoro. Se qualcuno le disturbava, le panas si vendicavano, spruzzandogli addosso l'acqua del torrente che lo bruciava, e in più dovevano ricominciare la penitenza daccapo per sette anni.

Vedere per credere.

Scritto da: blogdimarco alle ore 18:41 | link | commenti | categoria: cinema

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